Cos'e' Iter
I SOCI
ITER unisce - oggi - 34 Amministrazioni Locali, anche associate in Reti o Consorzi, che rappresentano politiche pubbliche:
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finalizzate allo sviluppo quantitativo e qualitativo del welfare attraverso una riqualificazione della spesa pubblica, l'allargamento della partecipazione e la promozione dei diritti dei cittadini giovani;
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condotte in partnership effettive e rappresentative di portatori di interesse e destinatari.
Partecipano percio' alla rete Enti Privati delegati da Amministrazioni locali a rappresentare la partnership.
LE AREE DI INTERVENTO
Le azioni comuni sui sviluppano in campo sociale, culturale, sanitario, educativo e formativo, ambientale in generale con particolare attenzione alle politiche a favore dei cittadini giovani.
ORIENTAMENTI GENERALI E COMUNI. CRITERI PER LE ATTIVITA' DELLA RETE
A ) per quanto riguarda le politiche pubbliche in generale
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garantire la valorizzazione delle risorse umane di tutti i cittadini ed i gruppi sociali, a cominciare dalle fasce deboli per ottenere:
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Piena realizzazione del diritto di cittadinanza;
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Vera uguaglianza nella partecipazione.
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aumentare progressivamente la capacita' di autodeterminazione della societa' civile e il potere di scelta dei cittadini;
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promuovere l'autorganizzazione dei cittadini;
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promuovere i diritti dell'individuo e sostenere la dimensione di responsabilita' delle reti personali, la solidarieta' tra le generazioni ed i gruppi sociali all'interno di una comunita' orientata ai valori della giustizia e della coesione sociale;
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dare centralita' alle politiche sociali nel nostro modello di sviluppo facendo della questione sociale un punto privilegiato dell'azione del governo locale;
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attuare un processo di territorializzazione del welfare valorizzando le risorse locali anche in termini di sviluppo.
B ) per quanto riguarda in specifico le politiche giovanili
ITER colloca la propria azione nel processo che promuove la visione delle politiche giovanili come politiche dell'investimento, dello sviluppo, della conoscenza, secondo le prospettive assunte dall'Unione Europea con le Strategia di Lisbona che intendono i giovani come "portatori di bisogni qualificati"; percio' l'attenzione e' per lo "sviluppo delle competenze nel mondo esterno". Cioe' della capacita' di essere attivi a tutti i livelli nella sfera pubblica.
In questa prospettiva, le politiche giovanili sono meno centrate sulle dimensioni dell'allarme, del disagio, dello svantaggio e, percio', sullo sviluppo delle "competenze nei mondi interni".
Questo non significa affatto, pero', che sia diminuita la consapevolezza che i giovani sono uno dei gruppi piu' esposti al rischio di esclusione e, soprattutto, alle nuove forme che questo rischio assume.
La lotta contro i rischi di esclusione sociale resta una premessa necessaria delle politiche giovanili intese come politiche di promozione dei diritti e delle capacita'. Le "nuove politiche giovanili" che intendiamo sviluppare e sostenere, non possono percio' che declinarsi su tre livelli:
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socioassistenziale, verso l'emergenza;
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di empowerment;
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di qualita' sociale e ambientale.
Per i contenuti, gli obiettivi e la complessita' e per la loro natura di politiche pubbliche da realizzare da parte di una completa e adeguata rete di attori locali, le politiche giovanili oggetto del lavoro comune di ITER si configurano come processi di produzione di beni comuni.
I CRITERI DI METODO
Le innovazioni delle strategie devono necessariamente essere accompagnate e concretizzate da adeguate e coerenti innovazioni di processo, protocollo e strumenti. A partire dalle esperienze realizzate in rete e dai singoli soci ITER ha selezionato alcune priorita' metodologiche che ne orientano l'azione. Tra cui:
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Promuovere la rappresentanza.
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Generalizzare i processi bottom up.
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Garantire la trasferibilita' delle esperienze, dei modelli, degli strumenti.
In particolare, pero', ITER da priorita' alla necessita' di:
Estendere e consolidare i processi di innovazione della spesa pubblica. Principalmente con il:
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Rendere piu' flessibili, adattabili, semplici e veloci i meccanismi e le procedure di finanziamento, soprattutto valorizzando le buone prassi che hanno dimostrato la relazione positiva tra adeguatezza e rappresentativita' delle governences e semplificazione amministrativa;
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Privilegiare il finanziamento ai programmi rispetto al finanziamento ai progetti sostenendo programmazioni locali di medio periodo, larga autonomia e piena applicazione della sussidiarieta' rispetto alla pratica del "finanziamento a bando" (dispersione di risorse in attivita' e servizi di gestione del bando stesso, a scapito dell'intervento diretto sui beneficiari finali, interventi spot, isolati da contesto e processi dei sistemi locali, costrizione degli attori locali a piegare le proprie strategie al criterio delle risorse attingibili ... );
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Contrastare la dispersione di risorse sul territorio, chiedendo un forte coordinamento tra le Autorita' concedenti in modo che i finanziamenti pubblici non favoriscano iniziative estranee alle politiche pubbliche locali e al metodo della partnership. Una distribuzione razionale, rintracciabile e verificabile delle risorse ne aumenterebbe l'impatto;
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Riconoscere l'eccellenza. In questo come in tutti i campi in cui il sistema Paese e' impegnato a realizzare una forte innovazione, le esperienze piu' attrezzate e competenti vanno riconosciute, sostenute, valorizzate e impegnate-utilizzate come fattori e attori di cambiamento.
Lavorare in rete rafforza la capacita' dei sistemi locali a produrre politiche pubbliche capaci di corrispondere ai bisogni e alle aspettative dei destinatari e delle loro reti personali adattandosi velocemente ed efficacemente alla continua trasformazione e differenziazione di esse, in modo da fare delle politiche giovanili uno dei fattori dello sviluppo, della competitivita', dell'equita' e della coesione sociale dei sistemi locali.
Le innovazioni promosse e perseguite vogliono contribuire a completare il processo di superamento della tradizione del welfare italiano verso una piena integrazione coi modelli europei piu' efficaci.
Il concetto e la pratica della partenership e' l'elemento centrale di questo processo di integrazione europea; i sistemi locali aderenti alla rete ne hanno fatto, sul proprio territorio, lo strumento operativo e la condizione necessaria per raggiungere gli obiettivi di contenuto e di metodo che, nella rete ITER, riscontrano e collaborano a diffondere.